Capitani d’industria italiani nella storia
Posted on 31. Jul, 2011 by ibi in Grandi personalità
Con il termine “capitano d’industria” vengono designati imprenditori, impresari o industriali che hanno raggiunto una posizione elevata in un particolare contesto produttivo e il cui potere e notorietà sono da attribuire proprio a questo successo.
Origine del termine “capitano d’industria”
L’origine del termine risale al XIX secolo quando in Inghilterra venne coniato per identificare quei potenti uomini d’affari che, con il loro contributo economico, erano da considerarsi tra i fautori del benessere del proprio Paese grazie all’aumento della produttività e alle opportunità di lavoro per la popolazione, non tralasciando atti filantropici e di beneficenza. I capitani d’industria costituiscono, oggi come allora, la classe dirigente dell’industria e spesso il loro potere è talmente rilevante che il loro peso si fa sentire anche in altri settori come, ad esempio, la politica, la programmazione economica ed i piani di sviluppo. Queste influenti personalità fanno parte di consigli di amministrazione, organi di rappresentanza, comitati, e la loro sfera d´influenza si estende anche al settore della comunicazione e dei media. Non è infatti raro che i capitani d’industria siano spesso azionisti o proprietari di organi di informazione come quotidiani nazionali, televisioni e radio.
I capitani d’industria italiani
Uno dei capitani d’industria che maggiormente hanno contribuito allo sviluppo economico e al benessere del Paese è Giovanni Agnelli, industriale ed imprenditore torinese che fu per anni alla dirigenza della FIAT nonché principale azionista della casa automobilistica. Agnelli fu un imprenditore illuminato, coraggioso e tenace che nel 1949 venne nominato vice presidente della FIAT, nel 1964 iniziò la sua carriera di amministratore delegato e infine, due anni dopo, divenne presidente della società. La sua opera trasformò la FIAT, piccola azienda specializzata in automobili, in una vera e propria holding che estese la sua produzione in undici differenti settori dell’industria meccanica. Fra i capitani d’industria che letteralmente “costruirono” l’Italia non si può dimenticare Enrico Mattei, dirigente ed imprenditore che per quasi un decennio, dal 1953 sino al 1962, anno della sua tragica quanto misteriosa morte, fu a capo dell’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) e contribuì ad affrancare la politica energetica italiana dai potenti vincoli esteri dell’oligopolio degli approvvigionamenti.
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