Industria italiana nel XX secolo
Posted on 23. Jul, 2011 by ibi in Industria
Non si può parlare dell’industria italiana senza ricordare il boom, o “miracolo” economico che si concretizzò nel Paese a cavallo fra gli anni Cinquanta e Settanta del XX secolo. In questo periodo il mondo economico vide realizzarsi una crescita senza precedenti dovuta al Piano Marshall che seguì la fine della seconda Guerra Mondiale.
Il miracolo economico italiano
Nell’ambito di questo piano di investimenti a livello continentale, che prese avvio nel 1947 e si concluse nel 1951, l’Italia ricevette cospicui finanziamenti esteri che consentirono di trasformare il Paese, semidistrutto a causa del recente conflitto e ancora basato su un’economia prevalentemente agricola, in una delle potenze economiche più sviluppate a livello mondiale.
Questa crescita proseguì in modo vigoroso e ininterrotto sino alla crisi petrolifera del 1973 e si basò principalmente sull’investimento in settori industriali, siderurgici e metallurgici nonché della produzione di autovetture, della meccanica di precisione e dell’industria tessile. Tutto questo fu possibile anche per via degli elevati livelli di disoccupazione che, attorno agli anni Cinquanta, esistevano nel Pese e che consentì alle industrie di ridurre il costo del lavoro a causa dell’eccesso di domanda rispetto all’offerta. Parallelamente alle attività produttive anche il settore del terziario subì un notevole sviluppo; tutto ciò mise però in crisi il settore della produzione agricola.
L’industria italiana dagli anni ’70 in poi
In seguito alla crisi petrolifera il sistema industriale italiano andò delineandosi sino ad assumere le sue caratteristiche odierne. In Italia esiste un forte dualismo territoriale che vede concentrarsi la maggior parte delle attività produttive nel nord Italia e soprattutto in Lombardia e Piemonte, ma anche in Veneto ed Emilia Romagna. In queste aree, di più antica industrializzazione, sono numerose le imprese sia pubbliche che private che possono contare su grandi impianti, capitali e grande specializzazione. L’economia dell’Italia centrale si basa soprattutto su piccole e medie imprese mentre il meridione rimane nel complesso poco industrializzato. Nel Paese esistono inoltre storiche contrapposizioni fra poche, grandi aziende leader nel proprio settore e moltissime imprese medio-piccole. Attualmente i settori produttivi più importanti, eredità del XX secolo, sono quello manifatturiero, automobilistico, meccanico, siderurgico, chimico, tessile e degli elettrodomestici.
Illustrazione: Jonn Rübcke – Fotolia
